REFORMED A.I. n.1

installazione multimediale-interattiva-generativa (audio-video) realizzata in 3D con uso di intelligenze artificiali
REFORMED A.I. n.1-L5
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Questo ambiente sensibile genera sequenze di visioni luminose e suoni, sempre diverse e all'infinito, tramite il comportamento riformato

di un gruppo di intelligenze artificiali normalmente usate per i robot aspirapolvere ma anche per scopi militari e per il controllo del territorio (e le persone).

Strappate tramite vari interventi di programmazione e formali (il loro corpo è stato anc'esso trasformato ad hoc) alla funzione per la quale sono state create ora esse sono una intelligenza collettiva in azione

un'orchestra danzante in un luogo ai confini del possibile e del visibile.

Si può interagire con questo processo audiovisivo agitando una fonte luminosa in direzione di un sensore ottico posto al centro dello spazio di installazione.

Questo genererà ulteriori suoni e visioni che andranno a dialogare con quelle autonomamente prodotte dall'opera.

Il fruitore quindi non è protagonista ma un partecipante.

Il pubblico può relazionarsi con l'opera tramite la torcia del proprio smartphone entro la distanza di un metro circa dal sensore.

L'installazione è stata pensata anche come dispositivo scenico disponibile per la sperimentazione live da parte di vari tipi performer

e le relazioni tra i loro gesti e i dispositivi (con una o o più grandi poiezione o monitor) fondano la scena stessa.

Si assiste quindi in tempo reale ad un fenomeno dal forte valore esperienziale e metaforico che espressione di un approccio che cerca nuove vie dell'opera totale.

Inoltre anche lo stesso autore propone una serie di interventi performativi (improvvisazioni senza precisa durata con vari strumenti e oggetti tra cui degli speciali guanti luminosi usati da lui e suoi collaboratori/performer) intesi come parte integrante dell'opera operazione.

 

 

 

DEMO VIDEO: https://youtu.be/xj2wBBj_NPs

Altri dettagli

 

 

33 intelligenze artificiali normalmente usate per gestire il comportamento di robot pulitori/aspirapolvere/tagliaerba (ma anche robot da guardia, sentinella e ronda militare) sono strappate alla loro funzione, decontestualizzate e inserite in un ambiente in cui il senso del loro agire viene completamente stravolto, mutato semanticamente nel profondo. Al corpo dei piccoli robot sono state applicate sostanziali modifiche che rendono la loro routine una danza di segni e segnali in formazione e riformazione continua (nell’avvicendarsi di movimenti del gruppo): una serie di semplici bracci prolungati nelle varie direzioni spaziali generano sullo schermo una perpetua riconfigurazione di segni (linee intersecate tra loro) più o meno tendenti all’astrazione (o forse significano qualcosa che noi non sappiamo comprendere?). Inoltre detti corpi sono stati dotati di un materiale estremamente lucido e riflettente (il cromo) e circondate da una perpetua rotazione di luci colorate (e volanti) che fa apparire il loro nucleo come quello di stelle in formazione negli abissi del cosmo. Un’intelligenza artificiale collettiva in azione un ambiente (una enorme vasca di cromo anch'essa sulla superficie della quale sono poste 2 trigger box che modulano in modo casuale una breve sequenza di suoni elettronici inserita dall'artista) attraversato da un processo generativo, aleatorio e visionario a cui partecipano anche altri elementi: una serie di grandi strutture con pale rotanti (forse idealmente la fonte di energia del processo?) e l'interazione di fruitori. Il tutto in un complesso fenomeno con il quale il fruitore può interagire partecipando, aggiungendo un contributo alla totalità del fenomeno ma non potendo gestire nient’altro di quanto va accadendo. Questa particolare forma di interattività è una scelta lagata alla precisa volontà dell'autore di non fare delle installazioni interattive un ulteriore appiglio alla venefica illusione antropocentrista che ancora abbaglia l'umanità.

 

Descrizione interazione

 

Grazie alla presenza di un sensore ottico posto a qualche metro di fronte al monitor o proiezione ognuno potrà interagire agitando una fonte luminosa (si pensa principalmente alla torcia di cui sono dotati tutti gli smart phone e simili) in direzione di questo (la distanza sarà variabile a seconda della potenza della fonte ma per uno smart phone con luce media si tratta di circa un metro di distanza dal sensore, che quindi si attiverà senza che nessuna superficie sia toccata direttamente dal fruitore ma bagnata dalla sua luce).

 

 

 

REFORMED A.I. installation
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REFORMED A.I. installation 2
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REFORMED A.I. installation
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Extra

In relazione al movimento dei segnali luminosi raccolti dal sensore l'installazione mostrerà sullo schermo movimenti di oggetti luminosi e suoni (voci sintetizzate) generati in risposta al segnale, che andranno ad aggiungersi e dialogare per qualche istante con l'intelligenza collettiva di movimento, visioni e luci perennemente in atto (considerando anche i momenti di eventuale silenzio come parti di una composizione infinita).

 

Scheda tecnica:

1 monitor video (minimo 54”) o videoproiettore (minimo 5000 Lumen) con connessione HDMI

 

1 pc dotato di scheda grafica (minimo nvidia gtx 970 o simili) e processore (minimo intel i5 o simili)

 

1 sistema di casse stereo 12” (minimo 80 watt)

 

1 sensore ottico collegabile al pc via usb

 

1 stativo/colonna (o simili) a cui appendere o integrare il sensore in modo che sia fissato in modo inamovibile nella giusta posizione (visibile al passaggio del pubblico ed eventualmente chiaramente indicato da segnaletica).

 

Cablaggio

progetto Reformed AI - Lino Strangis.jpg

10 parole chiave: art, interactive art, A.I., 3D, light, generative, electronic music, Media Art, Lino Strangis, robot

 

data di creazione: 16/04/2021

 


 

Credits:

This work was entirely conceived and created by Lino Strangis

REFORMED A.I. n.1
multimedia-interactive-generative (audio-video) installation made in 3D with the use of artificial intelligence

 
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This sensitive environment generates sequences of light visions and sounds, always different and endlessly, through the reformed behavior of a group of artificial intelligence normally used for robot vacuum cleaners, but also for military purposes and for the control of the territory (and people). Ripped out through various planning and formal interventions (their body was also transformed ad hoc) to the function for which they were now created, they are a collective intelligence in action, a dancing orchestra in a place on the edge of the possible and the visible. It is possible to interact with this audiovisual process by shaking a light source in the direction of an optical sensor placed in the center of the installation space. This will generate further sounds and visions that will interact with those autonomously produced by the work. The user is therefore not the protagonist but a participant. The public can relate to the work through the torch of their smartphone within a distance of about one meter from the sensor. The installation was also conceived as a scenic device available for live experimentation by various types of performers and the relationships between their gestures and the devices (with one or more large projections or monitors) found in the scene itself. We are therefore witnessing in real time a phenomenon with a strong experiential and metaphorical value that is the expression of an approach that seeks new ways of total work. Furthermore, the author himself also proposes a series of performative interventions (improvisations without precise duration with various instruments and objects including the special luminous gloves used by him and his collaborators/performers) intended as an integral part of the work.

DEMO VIDEO: https://youtu.be/xj2wBBj_NPs

Other details

33 artificial intelligences normally used to manage the behavior of robot cleaners / vacuum cleaners / lawnmowers (but also guard robots, sentinels and military patrols) are torn from their function, decontextualized and inserted in an environment in which the meaning of their action is completely distorted , semantically changed in depth. Substantial modifications have been applied to the body of the small robots that make their routine a dance of signs and signals in continuous formation and reformation (in the alternation of movements of the group): a series of simple extended arms in the various spatial directions generate a perpetual reconfiguration of signs (intersecting lines) more or less tending to abstraction (or perhaps they mean something that we do not know how to understand?). Furthermore, these bodies have been equipped with an extremely shiny and reflective material (chrome) and surrounded by a perpetual rotation of colored (and flying) lights that make their nucleus appear like that of stars forming in the abysses of the cosmos. A collective artificial intelligence in action an environment (a huge chrome tub also on the surface of which 2 trigger boxes are placed that randomly modulate a short sequence of electronic sounds inserted by the artist) crossed by a generative, random process and visionary in which other elements also participate: a series of large structures with rotating blades (perhaps ideally the energy source of the process?) and the interaction of users. All in a complex phenomenon with which the user can interact by participating, adding a contribution to the totality of the phenomenon but not being able to manage anything else that is happening. This particular form of interactivity is a choice made by the author's precise will not to make interactive installations a further foothold for the poisonous anthropocentrist illusion that still dazzles humanity.

Description of interaction

Thanks to the presence of an optical sensor placed a few meters in front of the monitor or projection, everyone can interact by waving a light source (we mainly think of the flashlight that all smartphones and similars are equipped with) in the direction of this (the distance will vary depending on the power of the source but for a smartphone with medium-light it is about one meter away from the sensor, which will then be activated without any surface being touched directly by the user but bathed by its light)

REFORMED A.I. installation
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REFORMED A.I. installation 2
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REFORMED A.I. installation
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EXTRA

In relation to the movement of the light signals collected by the sensor, the installation will show on the screen movements of luminous objects and sounds (synthesized voices) generated in response to the signal, that will add and dialogue for a few moments with the collective intelligence of movement, visions, and lights perpetually in progress (also considering the moments of eventual silence as parts of an infinite composition).

 

Equipment

N.1 video monitor (minimum 54”) or video projector (minimum 5000 Lumen) with HDMI connection

N.1 pc with the graphics card (minimum Nvidia gtx 970 or similar) and processor (minimum intel i5 or similar)

N.1 stereo speaker system 12" (minimum 80 watts)

N.1 optical sensor connectable to the pc via USB N.1 stand/column (or similar) on which to hang or integrate the sensor so that it is fixed immovably in the right position (visible to the passage of the public and possibly clearly indicated by signs). Wiring Modular and customizable set-up according to space

10 keywords: art, interactive art, A.I., 3D, light, generative, electronic music, Media Art, Lino Strangis, robot
 

creation date: 16/04/2021

 


 

Credits:

This work was entirely conceived and created by Lino Strangis

progetto Reformed AI - Lino Strangis.jpg