Connessione post-organica nell'occhio del ciclone

Virtual enviroment art

2017

ita

Un luogo metaforico in cui ogni visione partecipa della scoperta di qualcosa di essenziale riguardo l'identità e la forma di ciò che riconosciamo come vita. Un paesaggio altro, proveniente dal fronte dei mondi possibili, colmo di fenomeni ottici in cui immergersi con uno sguardo che diviene corpo e mente nello stesso tempo. Un sito monumentale in cui è mostrata una figura umanoide al centro di un complesso sistema a metà tra l'organico e l'informatico: in cui non è più possibile distinguere tra l'intelligenza e l'intelligenza artificiale, tra ciò che ha anima e vita e qualcosa,  ovvero le cosiddette macchine. Grazie alla possibilità di fruire l'opera, realizzata con Unrel Engine 4, tramite il visore Oculus Rift, l'esperienza si propone come un tentativo a monte di andare a realizzare ciò che molti artisti delle avanguardie dello scorso secolo avrebbero sognato: cioè la possibilità di entrare letteralmente in un'opera d'arte magari grande chilometri, dove il peso può essere cancellato e i materiali più rari possono essere trovati in quantità infinita, dove le leggi della fisica possono essere sospese o ribaltate ecc ecc ... ... La concretizzazione di una land art dell'impossibile, la ricerca di mondi oltre, che dal regno dell'immaginazione approdano al porto dell' audiovisione.  
 

Si è catapultati in un luogo rituale nel pieno del suo moto perpetuo di danze e musica in tempo reale, ma non ci si trova ad Eleusi 2000 anni fa bensì probabilmente ai confini tra l’universo fisico, quello della mente e quello informatico. Visitiamo una natura differente, “oltre”, in cui la materia organica e quella dell’hardware si uniscono e si con-fondono ad evocare la metafora di un felice “superamento” della manicheistica tendenza di certa opinione pubblica ad applicare una infantile dicotomia tra il mondo naturale e quello tecnologico. Il tipo di interazione “involontaria” inoltre aggiunge un ulteriore strato di senso all’esperienza allontanandosi nettamente dalle applicazioni commerciali generalmente basate su un sistema antropocentrico tendente a dare l’illusione che il tutto sia in funzione del fruitore il quale invece in questo caso non è che visitatore “decentrato” in un magico rituale. 

eng

A metaphorical place where every vision participates in the discovery of something essential regarding the identity and form of what we recognize as life. A different landscape, coming from the front of possible worlds, full of optical phenomena in which to immerse yourself with a gaze that becomes body and mind at the same time. A monumental site in which a humanoid figure is shown at the center of a complex system halfway between the organic and the computer science: where it is no longer possible to distinguish between intelligence and artificial intelligence, between what has soul and life and something, which is the so-called machines. Thanks to the opportunity to enjoy the work, created with Unrel Engine 4, through the Oculus Rift viewer, the experience is proposed as an upstream attempt to go to what many avant-garde artists of the last century would have dreamed of: that is, the possibility to literally enter a work of art, perhaps kilometers long, where the weight can be erased and the rarest materials can be found in infinite quantities, where the laws of physics can be suspended or overturned etc etc ... ... The realization of a land art of the impossible, the search for worlds beyond, which from the realm of the imagination land at the port of audiovisual.

© 2018 curated by Veronica D'Auria