track list:

 

1. The Hypothesis of the Strange Matter

2. The Hypothesis of the Strange Matter

 

3. The Hypothesis of the Strange Matter

4. The Hypothesis of the Strange Matter

ita

Da sempre sono interessato all’origine nel senso dell’essenza di tutte le cose e di un tutto come cosa infinitamente differenziata ma unitaria. Spontaneamente distaccatomi, fin da giovanissima età, dalla  versione data dalle religioni tradizionali, ben presto ho scoperto che anche il mero materialismo non è comunque sufficiente a darci una connessione con tutto l’oltre che è qui, l’al di là che è tutto al di qua ma noi ne siamo sconnessi. Così mi sono avvicinato alle filosofie orientali e nello stesso tempo alla nuova fisica teorica (dalla relatività in poi) le quali, incredibilmente, sembrano andare a convergere ormai da vari decenni. Estremamente affascinato da questa dimensione – varie delle mie opere audiovisive e performance sono tentativi di “scoprire” qualcosa di questo altro che non percepisco normalmente ma c’è –  nel corso degli anni mi sono fatto sedurre dall’ipotesi che il mio lavoro artistico potesse andare a partecipare a questo grande fronte della conoscenza. Se c’è una cosa che ho percepito subito riguardo i tentativi dei fisici quantistici o dei maestri zen e di certi filosofi (quelli da cui ho imparato tanto) è che c’è un limite oltre il quale le costruzioni di parole non riescono più a cogliere l’essenza di ciò che percepiamo esistere, figuriamoci quello che non sappiamo o possiamo percepire. Allora mi sono convinto fosse possibile andare oltre tramite le arti di suoni e visioni e se già ho potuto notare che si ottengono importanti risultati finché si usano metodi più “figurativi”, che attivando simbolismi preesistenti sono ancora accostabili a enunciati verbali, è evidente che quando si va nel campo del cosiddetto “astratto” l’impressione di “andare oltre” si fa ancora più “concreta”. E cosa c’è di più libero e puro del suono che non rappresenta altro che sé stesso? Alla prima momentanea chiusura del cerchio, tra l’alfa e l’omega di tutto questo, c’è suono. E di suono e fatta quella che chiamiamo musica. Per questo ho iniziato a titolare le mie composizioni più atonali e microtonali (quelle che si potrebbero definire le più astratte e sperimentali) facendo chiaro riferimento ad argomenti scientifici che mi sembrano vicini a una porta che apre una qualche connessione con i multiversi dello sconosciuto. In questo caso questi suoni dicono qualcosa riguardo all’ipotesi della materia strana.  La materia strana è uno stato ultradenso della materia che si ritiene formi la parte interna particolarmente densa delle stelle di neutroni. È composta da quark up, quark down e quark strange. È stato ipotizzato che quando il neutronio che forma una stella di neutroni viene sottoposto ad una pressione sufficiente dovuta alla gravità della stella, i singoli neutroni si rompono e i quark che li costituiscono formano la materia strana. A questo stadio la stella viene chiamata stella strana o stella di quark. La materia strana è composta da quark up, quark down e quark strange legati gli uni agli altri direttamente, un po’ come accade al neutronio che è composto di neutroni; una stella strana è essenzialmente un gigantesco nucleone. Essa si colloca tra le stelle a neutroni e i buchi neri, sia in termini di massa che di densità; se si aggiunge una quantità sufficiente di materia alla stella strana essa collasserà subito in un buco nero. È inoltre da molti ipotizzato che la materia strana sia uno dei principali candidati ad essere il costituente della materia oscura su cui si basano molte importanti proposte teoriche recenti riguardo
l’andamento della vita dei multiversi. È stato ipotizzato che quando il neutronio che forma una stella di neutroni viene sottoposto ad una pressione sufficiente dovuta alla gravità della stella, i singoli neutroni si rompono e i quark che li costituiscono formano la materia strana. A questo stadio la stella viene chiamata stella strana o stella di quark. La materia strana è composta da quark up, quark down e quark strange legati gli uni agli altri direttamente, un po’ come accade al neutronio che è composto di neutroni; una stella strana è essenzialmente un gigantesco nucleone. Essa si colloca tra le stelle a neutroni e i buchi neri, sia in termini di massa che di densità; se si aggiunge una quantità sufficiente di materia alla stella strana essa collasserà subito in un buco nero. È inoltre da molti ipotizzato che la materia strana sia uno dei principali candidati ad essere il costituente della materia oscura su cui si basano molte importanti proposte teoriche recenti riguardo l’andamento della vita dei multiversi.

credits

2017

published by TIBProd. Italy

published in the book "Real virtuality - Opere e pensieri di un artista nell’era del software"

all the tracks contained in this album are instant compositions performed in his studio by Lino Strangis, some with special techniques of overdubbing and others in direct recording. Only a minimal treatment of sound output has been applied in post production.

© 2018 curated by Veronica D'Auria